26/05/2008

La fiaba di un Amore

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Oggi la luna mi parla di te,
vuole farmi ascoltare
la musica dei tuoi pensieri…
vuole raccontarmi
la fiaba di una stella
che lentamente si innamorò
di un dolce sorriso
incontrato per caso.
Una stella che pianse lacrime d'amore,
raccolte da un angelo
che non voleva vederla soffrire.
A volte la stella piange ancora,
ma le sue lacrime sono diventate
briciole di speranza nella costruzione
di un domani migliore.
Ogni giorno l'angelo impara
sempre più a conoscere la stella,
non può fare a meno di cercarla,
guardarla, osservarla,
anche quando le nubi oscurano il cielo.
La stella è sempre lì, splendente,
la luna la rischiara maggiormente,
e solo quando è oscurata dalle nuvole
piange dolci lacrime che vengono
prontamente e delicatamente
asciugate dal suo angelo.
Questa è la fiaba di una stella e un angelo,
la fiaba di un Amore,
un grande Amore
costruito giorno per giorno.

UN RE SEVERO

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C’era una volta
un giovane, di nome Salik, che viveva
in una città governata da un re severo,
le cui leggi erano così draconiane
e cavillose che la gente vi si sottometteva
senza riflettere, considerandole quasi leggi di natura.
Il re aveva una figlia che si chiamava Kamala.
Ora, ‘Kamala’ significa Perfezione, e perfetta
lo era sotto tutti gli aspetti: era bella,
intelligente e saggia.
Era vietato vedeva, parlarle e anche
pensare troppo a lei. Ma, naturalmente,
alcuni a volte la vedevano, mentre altri,
essendo suoi servitori, erano pur costretti
a parlarle, di tanto in tanto. In genere,
tuttavia, la gente pensava poco a lei
e molto a ciò che rischiava se si soffermava
a pensare a lei, tanto che molti erano
arrivati al punto di temere persino
di sentir pronunciare il suo nome.
Un giorno, mentre stava passeggiando
in riva al mare, Salik vide la principessa
uscire dall’acqua dopo la sua nuotata mattutina
e se ne innamorò, o perlomeno lo credette
in quanto era combattuto tra le sensazioni
di attrazione, paura e curiosità.
Salik ne parlò con i suoi genitori,
che si spaventarono e gli consigliarono
di dimenticare l’accaduto.
Noi possiamo vivere qui una vita più
o meno soddisfacente, a condizione,
tuttavia, di obbedire agli ordini
del re e di servirlo fedelmente,
disse il padre, che era un uomo colto e rispettato.
Ma Salik sentì crescere in lui sempre più potente il desiderio di rivedere la principessa, e ogni giorno si recava in riva al mare e vagava per i boschi appena fuori città, nella speranza di incontrarla.
Ora, anche la principessa aveva notato
Salik e si era innamorata di lui.
Si confidò con una vecchia venditrice
ambulante che era venuta a vendere la sua merce a palazzo, la quale le promise di cercare Salik.
E fu così che un giorno, dopo aver bussato
a tante porte, la vecchia si trovò
a faccia a faccia con il giovane Salik.
“Figlio mio”, gli disse, la principessa ti ama.
Ora tocca a te agire.
Bando ai decreti reali!
Tu devi tentare di tutto per incontrare la giovane;
non è bella come la luna?.
Salik, naturalmente, era sorpreso e felice.
Com’era possibile che lui, giovane senza
importanza, potesse amare la principessa
ed essere ricambiato?
Promise alla vecchia che avrebbe trovato il modo per
incontrarla; avrebbe dimostrato
la sincerità dei suoi sentimenti partendo
alla sua ricerca nel disprezzo del pericolo.
Con l’anima infiammata dalle parole della messaggera,
Salik sentì diminuire in lui la paura
della collera del re.
Allora uscì di casa e andò
a gironzolare per la città,
elaborando mille piani per
incontrare la sua amata.
Non aveva fatto molta strada,
quando vide una folla che si accalcava
attorno a un uomo condannato
al supplizio della frusta.
Che cosa ha fatto?, chiese Salik.
La gente rispose:
Quest’uomo ha parlato della principessa
con ammirazione: il re,naturalmente,
lo ha condannato a questo castigo.
Alla vista di quella carne lacerata,
Salik fu colto dall’orrore, gli si
strinse il cuore ed ebbe paura
di subire la stessa sorte se si fosse
ostinato ad alimentare i suoi segreti desideri.
Tuttavia, proseguì il suo cammino
con il cuore nuovamente colmo
di ammirazione e piìì che mai determinato.
Ricominciò a escogitare nuovi piani
per incontrare la giovane donna.
All’angolo di una strada vide una folla
che fischiava un mercante
che veniva cacciato dal suo negozio;
la gente gli tirava del fango, e
quando i soldati del re gettarono
sulla strada la sua mercanzia, la gente
se ne impadronì immediatamente.
Salik chiese cosa stesse succedendo,
e gli risposero: così che coloro che desiderano
la figlia del nostro saggio e potente padrone,
il re, si coprono di vergogna!
Quest’uomo ha scritto un’ode alla principessa”.
Alla vista del castigo che avrebhe potuto
essergli inflitto, il cuore di Salik si raggelò.
Ma ritrovò subito la determinazione
iniziale e proseguì per la sua strada.
Poco canopo incrociò un uomo che camminava
guardando verso il cielo.
All’improvviso spuntarono le guardie reali,
che lo afferrarono brutalmente
e lo portarono via con la forza.
Salik chiese ai passanti
quale crimine avesse commesso quell’uomo.
“Guardare in alto è un cìelitto”,
risposero. Colui che alza lo sguardo, un giorno
o l’altro potrebbe sorprendersi a fissare la fìnestra
della torre dove vive la principessa.
Bisogna quindi impedirglielo”.
E fu così che Salik, per prevenire una simile
sorte, si mise a ram-minare con lo sguardo a terra.
Era già un bel po’ che proseguiva a testa bassa,
quando si trovò di fronte la venditrice ambulante.
“Giovanotto”, gli disse, tu non stai
facendo niente per la principessa.
Se l’ami come lei ti ama, devi fare
qualcosa per non rischiare di deluderla.
Ho già cominciato, mi sembra”,
rispose Salik. Facendo cosa?.
In primo luogo, non ho parlato
di lei con nessuno, a parte i miei genitori.
Inoltre, non ho scritto nessuna poesia destinata a lei.
Allora, chiese la vecchia, “perché fissi così il suolo~”.
Stavo proprio per dirtelo, vecchia,
rispose Salik, non alzo gli occhi verso
le sue finestre per avere salva la vita”.
“Stupida creatura.”, esclamò la donna,
signori dunque che in questo reame esiste
un’usanza che vuole che nessuno guardi mai
a terra, per paura di essere incolpato di cercare al suolo tracce dei passi della principessa?.
E se ne andò.
Mentre passava davanti a una casa
pensando sempre e solo alla principessa,
Salik udì dei pianti e dei gemiti.
Allora si precipitò dentro gridando,
tanto era ossessionato dalla giovane:
E' morta? e' morta? Fatemela vedere per l’ultima volta!.
I parenti del defunto lo squadrarono,
credendo di aver a che fare con un pazzo.
“Giovanotto”, gli dissero, noi siamo afflitti
per la morte di un nostro caro familiare.
Ma tu, un estraneo, non hai diritto di
irrompere in questa casa e di comportarti
in modo così scorretto.

Inoltre, non si tratta di una donna, ma di un uomo”.
Salik proseguì per la sua strada.
Si ritrovò ben presto a un bivio dove
era seduto, con gli occhi socchiusi,
un venerabile saggio – che di fatto era
un maestro sufi – che gli disse:
“Salik, amico mio, ti resta poco tempo
per trovare la principessa. Hai guardato
in aho e hai guardato in basso, hai seguito
i tuoi impulsi naturali e hai perso
la testa per un morto.
ora arrivato il momento per te di sapere
se cerchi veramente la principessa
o se cerchi di sottrarti ai rimproveri
degli abitanti della città”.
“Ma cosa posso fare?”esclamò Salik.
“Quello che puoi fare”, disse il Sufi,
“è andare dritto allo scopo.
Ma a causa di ciò che fa la gente,
e proprio perché hai fatto come loro,
non sei capace di prendere una decisione.

Vieni con me”.
Lo prese per il braccio e si incamminarono
insieme sulla strada verso il palazzo del re.
“Hai paura di morire?”, chiese il vecchio.
“Hai paura di perdere i tuoi beni e di essere schernito?

insistentemente “Hai paura di essere guidato e aiutato?”.
Faccio solo ciò che fanno gli altri,
ed evito di fare ciò che gli altri evitano di fare”
rispose Salik.
Solo ciò che alcuni fanno e ciò che alcuni non fanno.
E credi che è così che si comportano ‘tutti gli altri’.
Entrarono nel palazzo; il Sufi guidò Salik
fino alla sala del trono, dove si trovava
il re circondato dalla corte.
“Maestà”, disse il saggio, questo è il giovane Salik
che è stato in preda alla paura e all’immaginazione,
e che oggi è venuto fino a voi per chiedere
la mano di vostra figlia, la principessa Kamala,
che egli desidera sposare”.
Il re disse: Io regno su questa regione dove
il pericolo è ovunque, dove tutti devono
morire e dove la gente è continuamente preda del rimprovero.
Coloro che temono il pericolo senza motivo,
coloro che temono la morte e coloro che
non sanno sopportare i rimproveri,
sono coloro che rimangono schiavi.
Sono forse degni della figlia di un sovrano?.

Se le leggi di Vostra Maestà richiedono
che io muoia all’istante, allora uccidetemi!, disse Salik.
Se disapprovate la mia ambizione, copritemi di vergogna!
Tutto ciò che so, ormai, è che voglio sposare la principessa”.
E fu così che Salik sposò Kamala
e divenne a sua volta sovrano del reame.
Salik significa cercatore, e Kamala Perfezione.
Egli la raggiunse solo dopo essersi
liberato da tutto ciò che si trovava tra

24/05/2008

PER TUTTE/I

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C’è chi dice che quando le donne sono amiche,
sono insopportabili.
Perchè sono sempre d’accordo una con l’altra ed
insieme sono davvero un’unica cosa.
La vita ci pone davanti milioni di persone.
E ognuna di queste che arriva
ha un ruolo preciso nella nostra vita.
Tutte restano nella nostra memoria,
nelle nostre abitudini, nelle nostre foto,
nei nostri ricordi più segreti...
Io ho nostalgia di molte delle amiche
che ho conosciuto nella mia vita.
ma il decorso degli anni e
di questa stupida malattia,
mi ha portato ad allontanarmi da loro fisicamente,
ma visibile in molte altre cose,
come una telefonata o un semplice sms..
Ci sono le amiche di famiglia,
le cugine, sorelle e zie,
che entrano ed escono dalla vostra vita,
dimostrandoci che il tempo passa,
ma alcune cose non cambiano mai.
Quell’amica un po’ sboccata,
che solo parla con le parolacce,
che si mette in mostra,
ma che però ci fa ridere tanto.
C’è l’amica piagnucolona,
quella che ci critica
senza cattiveria ogni cinque minuti,
quella che sa di tutto, quella così dolce,
che ci abbraccia all’improvviso o
ci invia sms pieni d’affetto.
Quella con cui abbiamo diviso il letto
in quel viaggio che fu un po’
l’inizio della nostra vita
“da donne”.
Quella a cui raccontiamo veramente di tutto e
dalla quale siamo sempre state capite.
Quella che non ha vergogna a dire
Ti Voglio Bene!
Le amiche che sono con noi nei peggiori momenti della vita.
L’amica che ti chiama tutti i giorni.
L’intellettuale, che ci insegna un milione di cose.
Quella che abbracciamo in silenzio e
la sentiamo piangere e
quella che ci offrì la spalla
giusto un secondo prima di scoppiare in lacrime.
Quella che fa tutto ciò che le chiediamo.
L’amica che ci ascolta quando siamo innamorate e
stiamo lì ore parlando sempre delle stesse cose.
E poi c’è anche l’idealista,
con cui trascorriamo ore parlando
dei problemi esistenziali dell’umanità.
Quella che ci chiama solo il giorno del compleanno, e
che a noi alla fine ci piace così.
Quella che sembra nostra madre e
che vive dispensando critiche e consigli.
E c’è l’amica per cui subito provammo un bene enorme
dalla orima volta che la conoscemmo,
senza riuscire a spiegarlo.
Quella che prega Dio
anche per noi ogni volta che lo fa.
la grande amica con cui dividiamo
la cosa più preziosa che abbiamo..
L’amica che ci era tanto legata,
ma che poi si allontanò da noi e
ora non sappiamo più nulla di lei.
l’amica che è come una sorella per noi.
Ci sono persone che non hanno tante amiche così,
ma una sola che vale per tutte queste!
Quella che è un piacere stare in sua compagnia,
anche se il programma della serata fosse solo
“non abbiamo nulla da fare”.
E poi c’è la migliore amica.
Quella che semplicemente è
“la mia grande amica".
Chiaro, anche gli uomini
sanno essere buoni amici.
Anche loro lasciano magnifici ricordi.
Ma niente è uguale all’amicizia tra donne.
Un bacio a tutte le amiche che lo leggeranno,
a quelle che stanno vicino e
quelle che sono lontane e
di cui mi ricordo lo stesso ogni minuto.
Dico senza dubitarlo neanche un secondo
che l’amicizia è una cosa fantastica.
Chi mi ha insegnato tutto questo
siete state tutte voi,
con i vostri pregi e i vostri difetti.

non è una catena
ma semplici parole scritte
per dirti
Ti Voglio Bene!

22/05/2008

PENSIERO PER TUTTE/I



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Che differenza fa una stagione!!!
La scienza, è la conoscenza organizzata
La Saggezza è la vita organizzata.

Le immagini che seguono
sono dello stesso luogo,
ma in stagioni diverse!!!

Un uomo aveva quattro figli.
Egli desiderava che i suoi figli imparassero
a non giudicare le cose in fretta,
per questo, invitò ognuno di loro
a fare un viaggio,
per osservare un albero di pero
che era piantato in un luogo lontano.

Il primo figlio andò là in Inverno,
il secondo in Primavera,
il terzo in Estate, e
il quarto e più giovane in Autunno.
Quando l’ultimo rientrò, li riunì, e
chiese loro di descrivere
quello che avevano visto.

Il primo figlio disse che l’albero era brutto,torto e piegato.
Il secondo figlio disse ivece che
l’albero era ricoperto di bottoni verdi, e pieno di promesse.
Il terzo figlio era in disaccordo; disse che era coperto di fiori,
che avevano un profumo tanto dolce, ed erano tanto belli
da fargli dire che fossero la cosa più bella che avesse mai visto.
L’ultimo figlio era in disaccordo con tutti gli altri;
disse che l’albero era carico di frutta, vita e promesse...

L’uoma allora spiegò ai suoi figli che
tutte le risposte erano esatte porchè ognuno
aveva visto solo una stagione della vita dell’albero...
Egli disse che non si può giudicare
un albero, o una persona, per una sola stagione, e
che la loro essenza, il piacere, l’ allegria e l’amore
che vengono da quella vita può essere misurato solo alla fine,
quando tutte le stagioni sono complete.

Se rinunci quando è Inverno,
perderai la promessa della Primavera,
la bellezza dell’ Estate,
l’aspettativa dell’ Autunno.

Non permettere che il dolore di una stagione
distrugga l’allegria di tutte le altre.
Non giudicare la vita solo per una stagione difficile.
Persevera attraverso le difficili strade, e
tempi migliori certamente verranno quando meno te lo aspetti!

La Scienza è la conoscenza organizzata;
La Saggezza à la vita organizzata.

Baci di luce e sole nel tuo cuore!

FACILE E DIFFICILE

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-Facile è occupare un posto nell’agenda telefonica.-
-Difficile è occupare il cuore di qualcuno.-

Facile è giudicare gli errori degli altri.
-Difficile è riconoscere i nostri propri errori.

-Facile è ferire chi ci ama.
-Difficile è curare questa ferita.

-Facile è perdonare gli altri.
-Difficile è chiedere perdono.

-Facile è esibire la vittoria.
-Difficile è assumere la sconfitta con dignità.

-Facile è sognare tutte le notti.
-Difficile è lottare per un sogno. 

-Facile è pregare tutte le notti.
-Difficile è trovare Dio nelle piccole cose.

-Facile è dire che amiamo.
-Difficile è dimostrarlo tutti i giorni...

-Facile è criticare gli altri.
-Difficile è migliorarne uno..

-Facile è pensare di migliorare.
-Difficile è smettere di pensarlo e farlo realmente..

-Facile è ricevere.
-Difficile è dare..

FACILE E’ FARE..
DIFFICILE E' DARE!

LA NUOVA STORIA DI CENERENTOLA

 

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Cenerentola ora ha la
bellezza di 75 anni e
si trova agli sgoccioli di una vita passata
felicemente assieme a suo
marito, il Principe Azzurro


che haimè ormai è morto da
pochi anni.
Cenerentola passa le sue giornate nel terrazzo di casa sua,
seduta su una sedia a dondolo
osservando il mondo con

il suo gattone Bob
sulle ginocchia, felice.

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Una bella sera,
da dentro una nuvola
scende all'improvviso
la fata Madrina e
Cenerentola stupita
le domanda con disinvoltura:
-Cara Fata Madrina!!
Dopo tanti anni ti rivedo!!
Cosa fai quì?-
E la Fata risponde:
-Dall'ultima volta che ti ho visto
hai vissuto una vita esemplare..
C'è qualcosa che posso fare per te?
Qualche desiderio che
ti potrei esaudire?-
Cenerentola confusa,
allarga le braccia e
arrossendo dall'emozione, mormora:
-Mi piacerebbe essere immensamente ricca.-

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In un istante la sua vecchia
casa dirupata era diventata
come per magia un castello nuovissimo.
Cenerentola è impressionata.
Il suo fedele gatto Bob
si spaventa e si allontanta
dalla sedia mentre Cenerentola grida:
-Grazie Fata Madrina!!!-
La fata allora le risponde:
-Non è niente, lo meriti!
Cosa ti piacerebbe come
secondo desiderio?-
Cenerentola china il capo,
osserva le impronte che ha lasciato
il tempo sul suo corpo e dice:
-Mi piacerebbe tornare di nuovo
giovane e bella come un tempo!!-

Quasi contemporaneamente, lei si ritrova la
bellezza di un tempo giovanile..
Cenerentola comincia allora a sentire cose che ormai
non ricordava più come:

passione, ardore, ecc.
Allora la Fata le dice:
-Ti resta un ultimo desiderio. Che cosa vuoi?

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Cenerentola confusa spalanca gli occhi
sul suo povero micione spaventato e dice:
-Vorrei che tu trasformassi

il mio fedele gatto
Bob in un bellissimo principe!!-
Magicamente, Bob si trasforma in un magnifico uomo,
così bello che le rondini nn possono evitare
di fermare il proprio volo per ammirarlo.
La fata Madrina le dice:
-Auguri, Cenerentola. Goditi la tua nuova vita.
E riparte come una scintilla sulla sua scopa.
Durante qualche magico istante,
Cenerentola e Bob si
guardano con tenerezza negli occhi.
Poi Bob le si avvicina,
la prende tra le sue
possenti braccia e
le mormora teneramente
nell'orecchio:
"Scommetto che ti sei pentita
di avermi castrato,
Mannaggia!!

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Una stella
Cenerentola sei tu,
la più bella
tra le stelle di lassù,
anche se di stracci
sei vestita mostri già
che un reggia le sue porte
un giorno ti aprirà.
Se soltanto
il tuo cuore seguirai
nell'incanto
dell'amore tu vivrai,
tanta gioia troverai,
tu regina diverrai e
Cenerentola più non sarai..

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TEMPO PER IL RELAX



UN TOPO ASTUTO

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Un Topo si apprestava ad uscire dalla sua tana, quando intravvide un grosso gattone, appostato proprio là fuori. Allora, tornò di gran carriera in fondo al buco ed invitò un altro topo suo amico a fare una capatina, insieme a lui, ad un sacco pieno di formaggio, del quale conosceva molto bene la dislocazione. "Sarei andato anche da solo" disse all'amico: "ma non voglio negarmi il piacere della tua distinta compagnia e poi tu sei senz'altro più degno di me di gustare quel formaggio così fragrante"
"benissimo!" rispose l'altro topo, molto lusingato:
"verrò con piacere con te, fammi strada"
"Io? io precedere un topo così illustre e famoso come te? Non sia mai detto: piuttosto ti seguo rispettosamente"
Blandito dalle adulazioni e dalla deferenza mostrategli dall'amico, il secondo topo andò avanti per primo e, uscendo dalla tana, venne subito catturato dal gattone, che trotterellò via soddisfatto con la sua preda. Il Topo astuto, invece, riuscì ad uscire indisturbato e si diresse, leccandosi i lunghi baffi, verso il suo succulento pasto.

E TU CHE LEGGI QUESTA FAVOLA SEI ASTUTA/O O INGENUA/O...

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