20/03/2012
FIABA DEL BUON UMORE
C'era una volta un giorno..."
"ma no, scusa
ma no...
non è così..."
mi interruppe subito
il piccolo curiosone...
"uffa! zia Luciana,
ma hai dimenticato
come si raccontano le favole?
ed io sorridendo sotto i baffi
( Si fa per dire)
Si iniziano al contrario e poi si inventa..."
"eh già... allora fammi pensare
come al contrario si può iniziare..."
"Devi sapere che..
non è una filastrocca...
ma è una favola...
la rima la mettiamo un'altra volta..."
"mmh... sì...
è vero anche questo...
allora incomincia..
il contrario...
vediamo un pò...
non c'era una notte una volta..."
"e che volta era?"
"la volta stellata...
piena zeppa di stelle..."
"piena zeppola?"
"ma no"
sorrisi di nuovo sotto
i baffoni di nonno Andrea!!..
^---^
"Però le stelle erano filanti come lo zucchero.."
"eh... ma non fa male ai denti?"
"e allora che c'entra!!
Vediamo.. si ho trovato
Sono filanti come la mozzarella sulla pizza.."
fece cenno di sì col capo...
continuai...
ma subito cambiò idea e mi fermò...
"e perché non c'era la volta quella volta?"
"Ehhh!!... era andata a passeggio...
nascosta dalle nuvole
si era allontanata per un pò..."
"e dov'era andata?"
"a cercare la luna..."
"e perché?"
"perché si era innamorata di lei...
e non voleva starle lontano..."
"e la luna?"
gli sorrisi...
cominciava ad appassionarsi..
"E la luna chi lo sa..
proprio per questo
il cielo l'era andata a cercare..."
"ma si incontrarono mai?"
gli sorrisi di nuovo
"questo non lo so ancora...
lasciami inventare ancora un pò..."
18:11 Scritto da: ilmondodilucyen in FIABA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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26/05/2008
La fiaba di un Amore

Oggi la luna mi parla di te,
vuole farmi ascoltare
la musica dei tuoi pensieri…
vuole raccontarmi
la fiaba di una stella
che lentamente si innamorò
di un dolce sorriso
incontrato per caso.
Una stella che pianse lacrime d'amore,
raccolte da un angelo
che non voleva vederla soffrire.
A volte la stella piange ancora,
ma le sue lacrime sono diventate
briciole di speranza nella costruzione
di un domani migliore.
Ogni giorno l'angelo impara
sempre più a conoscere la stella,
non può fare a meno di cercarla,
guardarla, osservarla,
anche quando le nubi oscurano il cielo.
La stella è sempre lì, splendente,
la luna la rischiara maggiormente,
e solo quando è oscurata dalle nuvole
piange dolci lacrime che vengono
prontamente e delicatamente
asciugate dal suo angelo.
Questa è la fiaba di una stella e un angelo,
la fiaba di un Amore,
un grande Amore
costruito giorno per giorno.
19:58 Scritto da: ilmondodilucyen in FIABA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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UN RE SEVERO

C’era una volta
un giovane, di nome Salik, che viveva
in una città governata da un re severo,
le cui leggi erano così draconiane
e cavillose che la gente vi si sottometteva
senza riflettere, considerandole quasi leggi di natura.
Il re aveva una figlia che si chiamava Kamala.
Ora, ‘Kamala’ significa Perfezione, e perfetta
lo era sotto tutti gli aspetti: era bella,
intelligente e saggia.
Era vietato vedeva, parlarle e anche
pensare troppo a lei. Ma, naturalmente,
alcuni a volte la vedevano, mentre altri,
essendo suoi servitori, erano pur costretti
a parlarle, di tanto in tanto. In genere,
tuttavia, la gente pensava poco a lei
e molto a ciò che rischiava se si soffermava
a pensare a lei, tanto che molti erano
arrivati al punto di temere persino
di sentir pronunciare il suo nome.
Un giorno, mentre stava passeggiando
in riva al mare, Salik vide la principessa
uscire dall’acqua dopo la sua nuotata mattutina
e se ne innamorò, o perlomeno lo credette
in quanto era combattuto tra le sensazioni
di attrazione, paura e curiosità.
Salik ne parlò con i suoi genitori,
che si spaventarono e gli consigliarono
di dimenticare l’accaduto.
Noi possiamo vivere qui una vita più
o meno soddisfacente, a condizione,
tuttavia, di obbedire agli ordini
del re e di servirlo fedelmente,
disse il padre, che era un uomo colto e rispettato.
Ma Salik sentì crescere in lui sempre più potente il desiderio di rivedere la principessa, e ogni giorno si recava in riva al mare e vagava per i boschi appena fuori città, nella speranza di incontrarla.
Ora, anche la principessa aveva notato
Salik e si era innamorata di lui.
Si confidò con una vecchia venditrice
ambulante che era venuta a vendere la sua merce a palazzo, la quale le promise di cercare Salik.
E fu così che un giorno, dopo aver bussato
a tante porte, la vecchia si trovò
a faccia a faccia con il giovane Salik.
“Figlio mio”, gli disse, la principessa ti ama.
Ora tocca a te agire.
Bando ai decreti reali!
Tu devi tentare di tutto per incontrare la giovane;
non è bella come la luna?.
Salik, naturalmente, era sorpreso e felice.
Com’era possibile che lui, giovane senza
importanza, potesse amare la principessa
ed essere ricambiato?
Promise alla vecchia che avrebbe trovato il modo per
incontrarla; avrebbe dimostrato
la sincerità dei suoi sentimenti partendo
alla sua ricerca nel disprezzo del pericolo.
Con l’anima infiammata dalle parole della messaggera,
Salik sentì diminuire in lui la paura
della collera del re.
Allora uscì di casa e andò
a gironzolare per la città,
elaborando mille piani per
incontrare la sua amata.
Non aveva fatto molta strada,
quando vide una folla che si accalcava
attorno a un uomo condannato
al supplizio della frusta.
Che cosa ha fatto?, chiese Salik.
La gente rispose:
Quest’uomo ha parlato della principessa
con ammirazione: il re,naturalmente,
lo ha condannato a questo castigo.
Alla vista di quella carne lacerata,
Salik fu colto dall’orrore, gli si
strinse il cuore ed ebbe paura
di subire la stessa sorte se si fosse
ostinato ad alimentare i suoi segreti desideri.
Tuttavia, proseguì il suo cammino
con il cuore nuovamente colmo
di ammirazione e piìì che mai determinato.
Ricominciò a escogitare nuovi piani
per incontrare la giovane donna.
All’angolo di una strada vide una folla
che fischiava un mercante
che veniva cacciato dal suo negozio;
la gente gli tirava del fango, e
quando i soldati del re gettarono
sulla strada la sua mercanzia, la gente
se ne impadronì immediatamente.
Salik chiese cosa stesse succedendo,
e gli risposero: così che coloro che desiderano
la figlia del nostro saggio e potente padrone,
il re, si coprono di vergogna!
Quest’uomo ha scritto un’ode alla principessa”.
Alla vista del castigo che avrebhe potuto
essergli inflitto, il cuore di Salik si raggelò.
Ma ritrovò subito la determinazione
iniziale e proseguì per la sua strada.
Poco canopo incrociò un uomo che camminava
guardando verso il cielo.
All’improvviso spuntarono le guardie reali,
che lo afferrarono brutalmente
e lo portarono via con la forza.
Salik chiese ai passanti
quale crimine avesse commesso quell’uomo.
“Guardare in alto è un cìelitto”,
risposero. Colui che alza lo sguardo, un giorno
o l’altro potrebbe sorprendersi a fissare la fìnestra
della torre dove vive la principessa.
Bisogna quindi impedirglielo”.
E fu così che Salik, per prevenire una simile
sorte, si mise a ram-minare con lo sguardo a terra.
Era già un bel po’ che proseguiva a testa bassa,
quando si trovò di fronte la venditrice ambulante.
“Giovanotto”, gli disse, tu non stai
facendo niente per la principessa.
Se l’ami come lei ti ama, devi fare
qualcosa per non rischiare di deluderla.
Ho già cominciato, mi sembra”,
rispose Salik. Facendo cosa?.
In primo luogo, non ho parlato
di lei con nessuno, a parte i miei genitori.
Inoltre, non ho scritto nessuna poesia destinata a lei.
Allora, chiese la vecchia, “perché fissi così il suolo~”.
Stavo proprio per dirtelo, vecchia,
rispose Salik, non alzo gli occhi verso
le sue finestre per avere salva la vita”.
“Stupida creatura.”, esclamò la donna,
signori dunque che in questo reame esiste
un’usanza che vuole che nessuno guardi mai
a terra, per paura di essere incolpato di cercare al suolo tracce dei passi della principessa?.
E se ne andò.
Mentre passava davanti a una casa
pensando sempre e solo alla principessa,
Salik udì dei pianti e dei gemiti.
Allora si precipitò dentro gridando,
tanto era ossessionato dalla giovane:
E' morta? e' morta? Fatemela vedere per l’ultima volta!.
I parenti del defunto lo squadrarono,
credendo di aver a che fare con un pazzo.
“Giovanotto”, gli dissero, noi siamo afflitti
per la morte di un nostro caro familiare.
Ma tu, un estraneo, non hai diritto di
irrompere in questa casa e di comportarti
in modo così scorretto.
Inoltre, non si tratta di una donna, ma di un uomo”.
Salik proseguì per la sua strada.
Si ritrovò ben presto a un bivio dove
era seduto, con gli occhi socchiusi,
un venerabile saggio – che di fatto era
un maestro sufi – che gli disse:
“Salik, amico mio, ti resta poco tempo
per trovare la principessa. Hai guardato
in aho e hai guardato in basso, hai seguito
i tuoi impulsi naturali e hai perso
la testa per un morto.
ora arrivato il momento per te di sapere
se cerchi veramente la principessa
o se cerchi di sottrarti ai rimproveri
degli abitanti della città”.
“Ma cosa posso fare?”esclamò Salik.
“Quello che puoi fare”, disse il Sufi,
“è andare dritto allo scopo.
Ma a causa di ciò che fa la gente,
e proprio perché hai fatto come loro,
non sei capace di prendere una decisione.
Vieni con me”.
Lo prese per il braccio e si incamminarono
insieme sulla strada verso il palazzo del re.
“Hai paura di morire?”, chiese il vecchio.
“Hai paura di perdere i tuoi beni e di essere schernito?
insistentemente “Hai paura di essere guidato e aiutato?”.
Faccio solo ciò che fanno gli altri,
ed evito di fare ciò che gli altri evitano di fare”
rispose Salik.
Solo ciò che alcuni fanno e ciò che alcuni non fanno.
E credi che è così che si comportano ‘tutti gli altri’.
Entrarono nel palazzo; il Sufi guidò Salik
fino alla sala del trono, dove si trovava
il re circondato dalla corte.
“Maestà”, disse il saggio, questo è il giovane Salik
che è stato in preda alla paura e all’immaginazione,
e che oggi è venuto fino a voi per chiedere
la mano di vostra figlia, la principessa Kamala,
che egli desidera sposare”.
Il re disse: Io regno su questa regione dove
il pericolo è ovunque, dove tutti devono
morire e dove la gente è continuamente preda del rimprovero.
Coloro che temono il pericolo senza motivo,
coloro che temono la morte e coloro che
non sanno sopportare i rimproveri,
sono coloro che rimangono schiavi.
Sono forse degni della figlia di un sovrano?.
Se le leggi di Vostra Maestà richiedono
che io muoia all’istante, allora uccidetemi!, disse Salik.
Se disapprovate la mia ambizione, copritemi di vergogna!
Tutto ciò che so, ormai, è che voglio sposare la principessa”.
E fu così che Salik sposò Kamala
e divenne a sua volta sovrano del reame.
Salik significa cercatore, e Kamala Perfezione.
Egli la raggiunse solo dopo essersi
liberato da tutto ciò che si trovava tra
19:40 Scritto da: ilmondodilucyen in FIABA | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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